Un anno fa, era di sabato mattina, la mia attenzione venne attratta da un articoletto di Repubblica, nel quale si parlava di una nuova moda che aveva preso piede nel mondo di Internet: migliaia (milioni?) di persone avevano iniziato a pubblicare i propri pensieri sul web in modo nuovo, come un diario più che come una semplice home page personale. Questo fenomeno prendeva il nome di Web log, o, più brevemente, blog. Si diceva, inoltre, che per quello stesso giorno era prevista la partenza di un servizio di blog tutto italiano, che si chiamava Splinder. Io, nello stesso periodo, ero alle prese con la realizzazione della mia (terza) home page personale, ed ero alla ricerca da qualche tempo di un sistema che mi permettesse di gestire i contenuti della mia pagina in modo semplice e dinamico, e che consentisse aggiornamenti piuttosto frequenti senza dover passare tutte le volte dal client ftp. Affascinato da questa nuova proposta, visitai l'indirizzo www.splinder.it, nel quale mi si diceva che il servizio vero e proprio sarebbe stato attivo l'indomani. La domenica, quindi, compiuta la mia procedura di registrazione, ed inventato un nuovo nick così su due piedi (l'anonimato mi sembrava un requisito fondamentale per questo esperimento), ero fiero proprietario del blog numero 21 di Splinder. Cosa farne, però, non era una cosa certa; qualche post molto timido e ingenuo, i classici approcci ad un mezzo che non si conosce ancora bene, e soprattutto il dubbio relativo alla presenza di un pubblico (la home page personale può contare sul fatto che qualche amico due o tre volte ci passi; quest'altra pagina, pure anonima, in quali frequentatori poteva sperare?). Il lavoro sulla home page, nel frattempo, proseguiva.
As a side note, novembre apriva un periodo pessimo: un nuovo ambito di lavoro, tanto stress accumulato, e qualche problema psicosomatico a seguire. Impegnarsi a fondo sulla home page, non era fisicamente possibile. Restava, più leggera, la possibilità di esprimersi su questo blog. Qualche post molto sporadico, lungo e diaristico, pochi accessi, qualche commento ancora più raro (il primissimo fu di Satine), nessuna direzione chiara per muoversi. Con gennaio, con i primi miglioramenti dal punto di vista fisico ho pensato che questo nuovo mezzo poteva essere usato anche come valvola di sfogo nei momenti di stress. E avevo anche trovato il blog di Mu, che mi era sembrato animato da uno spirito talmente spontaneo, che mi apparve subito come il modello giusto da (invero, indegnamente) seguire. Da allora, i post si sono fatti più frequenti, più brevi e, in generale, più light-hearted.
Per farla breve, è passato un anno. Il blog piccolo ma sincero è rimasto sia piccolo che sincero, ma ha raggiunto un numero di accessi sufficiente per soddisfare l'ego del suo proprietario (anche il più schizzinoso dei miei counter ha superato i 6800...). Diverse persone hanno trovato questa pagina tanto interessante da segnalarla con un link nelle proprie (certo, qualcuno l'avrà fatto solo per cortesia per restituire il link, ma grazie lo stesso - e menzione speciale per Viperetta, che per prima mi ha linkato). Ralph mi ha assunto ai videonoleggi mentali all'apertura del suo multistoria. Un piccolo numero di persone passa di qui spesso e lascia il proprio punto di vista, sempre molto gradito. Ci sono stati e ci sono tanti contatti blog-a-blog (tra gli altri, bbr03, scintilla/ardesia, dael, meva, mu, ralph, fio, yoshitsune... chi mi sono dimenticato?), alcuni dei quali si sono estesi anche al di là della forma-commento, facendo nascere amicizie (parlo di Kit, della nostra amica tedesca, di AdrenalinA) che spero dureranno a lungo. Grazie a tutti, sono molto contento.
Quando le cose vanno bene, però, viene voglia di ingrandirsi, di migliorare, di trovare una casa ancora più grande, e più bella, passare da un appartamento in affitto ad uno di proprietà. Ecco perché October Drops, al termine del primo anno, cambia indirizzo. Mi sposto da Splinder, che pure è stata un'ottima piattaforma per iniziare, a Movable Type, ospitato in un posto che, anche se non sembrerebbe dal nome, è decisamente più 'casa'. Il motivo, è la voglia di avere qualcosa di più personalizzabile, con più funzionalità e possibilità che magari non userò mai, ma che è bello sapere che ci sono. L'aspetto negativo c'è, ma ne parlo di là... diciamo che questo spazio rimarrà in 'stand by', pronto eventualmente a riprendere a pieno servizio. D'ora in poi, vi aspetto su october.feadin.it/october . Grazie per aver scelto la nostra compagnia, ci auguriamo di avervi presto di nuovo a bordo.
Non posso fare a meno di segnalare anch'io questo sito, trovato su Gokachu, che a sua volta l'ha linkato da Inkiostro: le opere di Escher rifatte con il Lego... (avrei preferito Belvedere, ma essendo arrivato per terzo, devo mostrare Relativity...)
Sarà anche vero che lui non la voleva così, che Phil Spector gli ha messo tutta l'orchestra intorno e gliel'ha 'rovinata', che la versione originale era molto più intima eccetera.... ma quando inizia, The Long And Winding Road, è come se un'amica ti abbracciasse forte...
...e Lady Oscar, e Remi, e Tom Sawyer, e Mila e Shiro ('Jeanne et non mi ricordo chi'), e Cara Dolce Kyoko ('Juliette mon amour'???), e Holly e Benji ('Olive et Tom'... cioè capiamoci, da noi il coprotagonista è il portiere che peraltro per parti intere della serie neanche appare, in Francia no... buffo!) ...
J: allora, October, al termine di questi tre mesi, cosa ne dici di questa esperienza parigina? O: vedi, Jimmy, tutto dipende dai punti di vista: inizialmente è stata elettrizzante... un ambiente nuovo, tante cose da imparare, una città nella quale puoi girare un angolo e trovarti di fronte posti come La Madeleine, incontrare persone italiane, francesi, svedesi, inglesi, tedesche, americane, hanno fatto trascorrere le prime settimane con un certo entusiasmo. Poi però, dovendo prevalentemente lavorare, l'ambito di azione possibile si è dimostrato limitato, la routine di tutti i giorni ha preso il sopravvento (certo, la routine del boulevard des Italiens e non quella di Corso Zanardelli, ma pur sempre routine), e alla fine, per citare un collega, 'anche Parigi è sempre quella'. J: ma questa esperienza finisce veramente oggi? O: non te lo so dire... dipende da molti fattori... sicuramente oggi come oggi è importante riuscire a passare qualche giorno a casa, per ricaricare un po' le batterie... J: ma tu ti rendi conto di aver avuto la possibilità di passare un buon periodo in una delle città più belle del mondo? O: mah... non lo so, forse non ho ancora realizzato bene la 'portata' di questa opportunità. Probabilmente tra qualche anno ci penserò con meraviglia e nostalgia. D'altro canto, Parigi ha avuto la possibilità di riscattarsi... J: prego? O: la prima volta che venni, nel '92, in gita scolastica, l'accoglienza non fu delle migliori. La prima sera, eravamo vicino ad una fermata del metro sugli Champs Elysees, quando un gruppo di ragazzi, piuttosto alticci, uscì dalla metropolitana. uno di loro, passando, mi diede uno spintone, dopo di che si fermò e si lamentò alquanto del fatto che mi ero fatto trovare sulla sua strada. Il tutto in francese. Evidentemente il tizio capì che a parole non poteva trovare molta soddisfazione, e decise di rendere più chiaro il concetto sferrandomi un bel calcione in bocca. Non è una di quelle cose che ti fanno venire troppa fiducia in una città. J: capisco. La cosa più strana vista in giro? O: le biciclette parcheggiate in strada, tutte invariabilmente senza più il sellino (e qualche volta anche senza ruote). I parcheggi millimetrici, ottenuti spintonando allegramente l'auto davanti e quella dietro. E la copertina di un settimanale vista ieri sera, nella quale si sostiene che Kennedy è stato ucciso dal vicepresidente Johnson. J: e delle francesine, che cosa mi dici? O: molte sono carine, a parte le informatiche. Le italiane non hanno niente da invidiare, comunque... J: un rimpianto? O: non aver vissuto la Parigi notturna; non essere riuscito a visitare i musei (a parte il Louvre) ed anche la mostra sui Pink Floyd. E non avere avuto l'occasione di mangiare neanche una crepe. J: A proposito di cibo, qual è stata la più grande scoperta culinaria a Parigi? O: Jimmy, se tu leggessi October Drops, la risposta la sapresti benissimo... J: Chi avresti voluto incontrare a Parigi? O: Daniel Pennac. E, da lontano, l'ispettore Clouseau. J: Se potessi fare a pugni con un personaggio del passato, chi sceglieresti? O: Charlie Chaplin. Ma che c'entra questa domanda, Jimmy? J: Niente, mi serviva qualcosa di originale per chiudere. O: Ah.
Megacartellone pubblicitario della Sloggy, con in tizio in boxer visto di fronte, e due tipe di spalle in tanga, quindi con doviziosa esposizione di gluteo. Slogan che spiega quant'è sexy indossare Sloggy. Su una delle suddette natiche, mano ignota ha apposto un adesivo 'publicité sexiste: je n'achate' (pubblicità sessista: io non lo compro). Vabbè, magari per fare la pubblicità di indumenti intimi, è comprensibile, però tante volte viene voglia di prendere un attimo da parte i pubblicitari e chiedergli gentilmente di farsi venire qualche idea, invece di risolvere tutto con i soliti centimetri esposti...
Per la penultima sera a Parigi (ma sarà poi vero?), ho seguito un suggerimento di Kit e sono andato a cercare il Café de Flore. Si tratta di un café, per l'appunto, situato in boulevard st. Germain des Prés, e famoso per essere il luogo di 'creazione' preferito da Jean-Paul Sartre e Simone De Beauvoir. Lungo il boulevard, cercando il locale, mi sono fermato per caso in una libreria, dove, osservando l'espositore dei calendari, la mia attenzione è stata attratta da un'immagine familiare: era Nighthawks, che faceva da copertina ad un calendario costituito interamente da dipinti di Edward Hopper. Mentre sfogliavo il calendario, ho ricevuto una telefonata, che mi ha fatto alzare distrattamente lo sguardo e scoprire che la mia meta si trovava proprio di fianco alla libreria. Mi sono seduto ad un tavolino del café, e, sorseggiando una Guinness, ho iniziato a sfogliare un libro di ritratti di Cartier-Bresson... ad un certo punto tra le fotografie del libro sono comparsi proprio i volti di Sartre e Simone De Beauvoir. E tutto mostrava un meraviglioso senso di compiutezza.
Intendo, nelle città vere, con i negozi veri... ok, sto diventando monotematico, ma l'ho detto, una delle mie occupazioni previste per la settimana era quella dei DVD. Sono tornato alla super-Fnac di Les Halles, e mi sono preso un po' più di tempo per curiosare... ho trovato un intero settore dedicato agli anime, in parte a quelli nuovi (Cowboy Be-bop, Inuyasha, Dragonball...), ma anche a quelli 'dei nostri tempi'! Ci sono i cofanetti completi di serie come Heidi, L'Isola del Tesoro (sì, sì, quello che trasmettevano su Raiuno quando io ero in seconda elementare, con la sigla di Lino Toffolo... anche se in Francia penso di no), Belle & Sebastien, Albator (che sarebbe Capitan Harlock), Captain Flam (il nostro Capitan Futuro), Edgar (aka Lupin III). Ci fosse stato quello di Goldrake, ci avrei fatto un serio pensierino... O voi che abitate nelle grandi città, si trovano pure lì questi articoli?
Invece, dopo aver constatato che le promozioni Buffy-Ally-Angel sono svanite nel nulla (avevo ancora un mezzo occhietto su Angel), mi sono lasciato tentare dalla Beatles Anthology al-prezzo-che-mi-ricordavo-io, cioè appena appena in offerta. Con la scusa che ho bisogno di consolazione, dal momento che temo fortemente che tra mezz'ora mi diranno che dovrò tornare qui pure la settimana prossima...
IN FASE DI IMPORTAZIONE...
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21/01/2007 13:12
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Test me
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19/10/2003 00:41
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Closing Time
Un anno fa, era di sabato mattina, la mia attenzione venne attratta da un articoletto di Repubblica, nel quale si parlava di una nuova moda che aveva preso piede nel mondo di Internet: migliaia (milioni?) di persone avevano iniziato a pubblicare i propri pensieri sul web in modo nuovo, come un diario più che come una semplice home page personale. Questo fenomeno prendeva il nome di Web log, o, più brevemente, blog. Si diceva, inoltre, che per quello stesso giorno era prevista la partenza di un servizio di blog tutto italiano, che si chiamava Splinder. Io, nello stesso periodo, ero alle prese con la realizzazione della mia (terza) home page personale, ed ero alla ricerca da qualche tempo di un sistema che mi permettesse di gestire i contenuti della mia pagina in modo semplice e dinamico, e che consentisse aggiornamenti piuttosto frequenti senza dover passare tutte le volte dal client ftp. Affascinato da questa nuova proposta, visitai l'indirizzo www.splinder.it, nel quale mi si diceva che il servizio vero e proprio sarebbe stato attivo l'indomani. La domenica, quindi, compiuta la mia procedura di registrazione, ed inventato un nuovo nick così su due piedi (l'anonimato mi sembrava un requisito fondamentale per questo esperimento), ero fiero proprietario del blog numero 21 di Splinder. Cosa farne, però, non era una cosa certa; qualche post molto timido e ingenuo, i classici approcci ad un mezzo che non si conosce ancora bene, e soprattutto il dubbio relativo alla presenza di un pubblico (la home page personale può contare sul fatto che qualche amico due o tre volte ci passi; quest'altra pagina, pure anonima, in quali frequentatori poteva sperare?). Il lavoro sulla home page, nel frattempo, proseguiva.
As a side note, novembre apriva un periodo pessimo: un nuovo ambito di lavoro, tanto stress accumulato, e qualche problema psicosomatico a seguire. Impegnarsi a fondo sulla home page, non era fisicamente possibile. Restava, più leggera, la possibilità di esprimersi su questo blog. Qualche post molto sporadico, lungo e diaristico, pochi accessi, qualche commento ancora più raro (il primissimo fu di Satine), nessuna direzione chiara per muoversi. Con gennaio, con i primi miglioramenti dal punto di vista fisico ho pensato che questo nuovo mezzo poteva essere usato anche come valvola di sfogo nei momenti di stress. E avevo anche trovato il blog di Mu, che mi era sembrato animato da uno spirito talmente spontaneo, che mi apparve subito come il modello giusto da (invero, indegnamente) seguire. Da allora, i post si sono fatti più frequenti, più brevi e, in generale, più light-hearted.
Per farla breve, è passato un anno. Il blog piccolo ma sincero è rimasto sia piccolo che sincero, ma ha raggiunto un numero di accessi sufficiente per soddisfare l'ego del suo proprietario (anche il più schizzinoso dei miei counter ha superato i 6800...). Diverse persone hanno trovato questa pagina tanto interessante da segnalarla con un link nelle proprie (certo, qualcuno l'avrà fatto solo per cortesia per restituire il link, ma grazie lo stesso - e menzione speciale per Viperetta, che per prima mi ha linkato). Ralph mi ha assunto ai videonoleggi mentali all'apertura del suo multistoria. Un piccolo numero di persone passa di qui spesso e lascia il proprio punto di vista, sempre molto gradito. Ci sono stati e ci sono tanti contatti blog-a-blog (tra gli altri, bbr03, scintilla/ardesia, dael, meva, mu, ralph, fio, yoshitsune... chi mi sono dimenticato?), alcuni dei quali si sono estesi anche al di là della forma-commento, facendo nascere amicizie (parlo di Kit, della nostra amica tedesca, di AdrenalinA) che spero dureranno a lungo. Grazie a tutti, sono molto contento.
Quando le cose vanno bene, però, viene voglia di ingrandirsi, di migliorare, di trovare una casa ancora più grande, e più bella, passare da un appartamento in affitto ad uno di proprietà. Ecco perché October Drops, al termine del primo anno, cambia indirizzo. Mi sposto da Splinder, che pure è stata un'ottima piattaforma per iniziare, a Movable Type, ospitato in un posto che, anche se non sembrerebbe dal nome, è decisamente più 'casa'. Il motivo, è la voglia di avere qualcosa di più personalizzabile, con più funzionalità e possibilità che magari non userò mai, ma che è bello sapere che ci sono. L'aspetto negativo c'è, ma ne parlo di là... diciamo che questo spazio rimarrà in 'stand by', pronto eventualmente a riprendere a pieno servizio. D'ora in poi, vi aspetto su october.feadin.it/october . Grazie per aver scelto la nostra compagnia, ci auguriamo di avervi presto di nuovo a bordo.
Non posso fare a meno di segnalare anch'io questo sito, trovato su Gokachu, che a sua volta l'ha linkato da Inkiostro: le opere di Escher rifatte con il Lego... (avrei preferito Belvedere, ma essendo arrivato per terzo, devo mostrare Relativity...)
Sarà anche vero che lui non la voleva così, che Phil Spector gli ha messo tutta l'orchestra intorno e gliel'ha 'rovinata', che la versione originale era molto più intima eccetera.... ma quando inizia, The Long And Winding Road, è come se un'amica ti abbracciasse forte...
...e Lady Oscar, e Remi, e Tom Sawyer, e Mila e Shiro ('Jeanne et non mi ricordo chi'), e Cara Dolce Kyoko ('Juliette mon amour'???), e Holly e Benji ('Olive et Tom'... cioè capiamoci, da noi il coprotagonista è il portiere che peraltro per parti intere della serie neanche appare, in Francia no... buffo!) ...
J: allora, October, al termine di questi tre mesi, cosa ne dici di questa esperienza parigina? O: vedi, Jimmy, tutto dipende dai punti di vista: inizialmente è stata elettrizzante... un ambiente nuovo, tante cose da imparare, una città nella quale puoi girare un angolo e trovarti di fronte posti come La Madeleine, incontrare persone italiane, francesi, svedesi, inglesi, tedesche, americane, hanno fatto trascorrere le prime settimane con un certo entusiasmo. Poi però, dovendo prevalentemente lavorare, l'ambito di azione possibile si è dimostrato limitato, la routine di tutti i giorni ha preso il sopravvento (certo, la routine del boulevard des Italiens e non quella di Corso Zanardelli, ma pur sempre routine), e alla fine, per citare un collega, 'anche Parigi è sempre quella'. J: ma questa esperienza finisce veramente oggi? O: non te lo so dire... dipende da molti fattori... sicuramente oggi come oggi è importante riuscire a passare qualche giorno a casa, per ricaricare un po' le batterie... J: ma tu ti rendi conto di aver avuto la possibilità di passare un buon periodo in una delle città più belle del mondo? O: mah... non lo so, forse non ho ancora realizzato bene la 'portata' di questa opportunità. Probabilmente tra qualche anno ci penserò con meraviglia e nostalgia. D'altro canto, Parigi ha avuto la possibilità di riscattarsi... J: prego? O: la prima volta che venni, nel '92, in gita scolastica, l'accoglienza non fu delle migliori. La prima sera, eravamo vicino ad una fermata del metro sugli Champs Elysees, quando un gruppo di ragazzi, piuttosto alticci, uscì dalla metropolitana. uno di loro, passando, mi diede uno spintone, dopo di che si fermò e si lamentò alquanto del fatto che mi ero fatto trovare sulla sua strada. Il tutto in francese. Evidentemente il tizio capì che a parole non poteva trovare molta soddisfazione, e decise di rendere più chiaro il concetto sferrandomi un bel calcione in bocca. Non è una di quelle cose che ti fanno venire troppa fiducia in una città. J: capisco. La cosa più strana vista in giro? O: le biciclette parcheggiate in strada, tutte invariabilmente senza più il sellino (e qualche volta anche senza ruote). I parcheggi millimetrici, ottenuti spintonando allegramente l'auto davanti e quella dietro. E la copertina di un settimanale vista ieri sera, nella quale si sostiene che Kennedy è stato ucciso dal vicepresidente Johnson. J: e delle francesine, che cosa mi dici? O: molte sono carine, a parte le informatiche. Le italiane non hanno niente da invidiare, comunque... J: un rimpianto? O: non aver vissuto la Parigi notturna; non essere riuscito a visitare i musei (a parte il Louvre) ed anche la mostra sui Pink Floyd. E non avere avuto l'occasione di mangiare neanche una crepe. J: A proposito di cibo, qual è stata la più grande scoperta culinaria a Parigi? O: Jimmy, se tu leggessi October Drops, la risposta la sapresti benissimo... J: Chi avresti voluto incontrare a Parigi? O: Daniel Pennac. E, da lontano, l'ispettore Clouseau. J: Se potessi fare a pugni con un personaggio del passato, chi sceglieresti? O: Charlie Chaplin. Ma che c'entra questa domanda, Jimmy? J: Niente, mi serviva qualcosa di originale per chiudere. O: Ah.
Megacartellone pubblicitario della Sloggy, con in tizio in boxer visto di fronte, e due tipe di spalle in tanga, quindi con doviziosa esposizione di gluteo. Slogan che spiega quant'è sexy indossare Sloggy. Su una delle suddette natiche, mano ignota ha apposto un adesivo 'publicité sexiste: je n'achate' (pubblicità sessista: io non lo compro). Vabbè, magari per fare la pubblicità di indumenti intimi, è comprensibile, però tante volte viene voglia di prendere un attimo da parte i pubblicitari e chiedergli gentilmente di farsi venire qualche idea, invece di risolvere tutto con i soliti centimetri esposti...
Per la penultima sera a Parigi (ma sarà poi vero?), ho seguito un suggerimento di Kit e sono andato a cercare il Café de Flore. Si tratta di un café, per l'appunto, situato in boulevard st. Germain des Prés, e famoso per essere il luogo di 'creazione' preferito da Jean-Paul Sartre e Simone De Beauvoir. Lungo il boulevard, cercando il locale, mi sono fermato per caso in una libreria, dove, osservando l'espositore dei calendari, la mia attenzione è stata attratta da un'immagine familiare: era Nighthawks, che faceva da copertina ad un calendario costituito interamente da dipinti di Edward Hopper. Mentre sfogliavo il calendario, ho ricevuto una telefonata, che mi ha fatto alzare distrattamente lo sguardo e scoprire che la mia meta si trovava proprio di fianco alla libreria. Mi sono seduto ad un tavolino del café, e, sorseggiando una Guinness, ho iniziato a sfogliare un libro di ritratti di Cartier-Bresson... ad un certo punto tra le fotografie del libro sono comparsi proprio i volti di Sartre e Simone De Beauvoir. E tutto mostrava un meraviglioso senso di compiutezza.
Intendo, nelle città vere, con i negozi veri... ok, sto diventando monotematico, ma l'ho detto, una delle mie occupazioni previste per la settimana era quella dei DVD. Sono tornato alla super-Fnac di Les Halles, e mi sono preso un po' più di tempo per curiosare... ho trovato un intero settore dedicato agli anime, in parte a quelli nuovi (Cowboy Be-bop, Inuyasha, Dragonball...), ma anche a quelli 'dei nostri tempi'! Ci sono i cofanetti completi di serie come Heidi, L'Isola del Tesoro (sì, sì, quello che trasmettevano su Raiuno quando io ero in seconda elementare, con la sigla di Lino Toffolo... anche se in Francia penso di no), Belle & Sebastien, Albator (che sarebbe Capitan Harlock), Captain Flam (il nostro Capitan Futuro), Edgar (aka Lupin III). Ci fosse stato quello di Goldrake, ci avrei fatto un serio pensierino... O voi che abitate nelle grandi città, si trovano pure lì questi articoli?
Invece, dopo aver constatato che le promozioni Buffy-Ally-Angel sono svanite nel nulla (avevo ancora un mezzo occhietto su Angel), mi sono lasciato tentare dalla Beatles Anthology al-prezzo-che-mi-ricordavo-io, cioè appena appena in offerta. Con la scusa che ho bisogno di consolazione, dal momento che temo fortemente che tra mezz'ora mi diranno che dovrò tornare qui pure la settimana prossima...
I diritti imperscrittibili del Blogger
1. il diritto alla fuffa
2. il diritto di commentare (con garbo)
3. il diritto di linkare
4. il diritto di non restituire il link
5. il diritto di cancellare i post
6. il diritto di spizzicare i blog altrui
7. il diritto di trarre ispirazione da altri blog - citandoli!
8. il diritto di sapere se si viene letti
9. il diritto di non postare per qualche tempo
10. il diritto di chiudere (tanto ci si mette un attimo a riaprire)
Ispirati da
'I diritti del Lettore'
di Daniel Pennac
My 31 Songs
1. For No One - The Beatles 2. Here, There And Everywhere - The Beatles 3. Echoes - Pink Floyd 4. Another Brick In The Wall - Pink Floyd 5. Tunnel Of Love - Dire Straits 6. Cornflake Girl - Tori Amos 7. Babe, I'm Gonna Leave You - Led Zeppelin 8. Somebody To Love - Queen 9. Moonlight Shadow - Mike Oldfield 10. I Know My Love - The Chieftains & The Corrs 11. Only When I Sleep - The Corrs 12. Piano Con L'Affetto - Ustmamò 13. Baby, One More Time - Britney Spears 14. Everybody Hurts - REM 15. Will You Still Love Me Tomorrow - Carole King 16. The Way You Look Tonight - Harry Connick Jr. 17. The Fall Of The World's Own Optimist - Aimee Mann 18. Junk - Paul McCartney 19. Karma Police - Radiohead 20. We Used To Know - Jethro Tull 21. Layla - Eric Clapton 22. November Rain - Guns n' Roses 23. Giudizi Universali - Samuele Bersani 24. Y.M.C.A. - Village People 25. Crucified - Army Of Lovers 26. Thank You For The Music - ABBA 27. I Will Survive - Gloria Gaynor 28. Forever Young - Alphaville 29. Whatever - Oasis 30. Sowing The Seeds Of Love - Tears For Fears 31. Wuthering Heights - Kate Bush
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